domenica 29 giugno 2008
Rifugio Monte Baldo
Sono tornato ancora sul luogo del delitto. Con un'altra variante però. Arrivato ad Avio sono salito fino al bivio per Madonna della Neve e di lì ho raggiunto il rifugio Monte Baldo. Veramente divertente, con pendenze anche impegnative. Il tutto condito da una spelendida giornata di sole. Oltre 40 i chilometri necessari per arrivare al rifugio che purtroppo è raggiungibile in macchina e la domenica è meta di moltissimi turisti motorizzati (auto e motociclette). Dal rifugio però si dovrebbe poter proseguire in bici per il giro sul Baldo. Io mi sono fermato a prendere il sole...
domenica 22 giugno 2008
Giro inverso
Questo week-end giro inverso. Anzichè salire a San Valentino da Brentonico, sono sceso fino ad Avio, di lì - seguento le indicazioni su freccia marrone "Monte Baldo" ben visibili in paese - sono salito fino a San Valentino su una strada asfaltata che presenta tratti impegnativi specie nei primi 9 km. Arrivato a San Valentino, mi sono diretto a San Giacomo, scendendo fino a Mori per rientrare alla base. Totali 66 km e oltre 4 ore e mezza (compresa però la lunga sosta al bar "Sole del Baldo", proprio prima di San Valentino, per un tè caldo che sognavo da parecchi chilometri).
Salendo i tornanti che portavano a San Valentino ho visto (intravvisto a dire il vero, ma non per la velocità, quanto per il sudore che accecava gli occhi) la possibilità di deviare per Madonna della Neve. Se non ci saranno sorprese, sarà quella la prossima uscita. Bella anche la possibilità, poco prima di arrivare al "Bait del formai", di prendere a destra per la Polsa, con una strada che dovrebbe portare sino al corno della Paura. E anche quella potrebbe essere una delle prossime uscite.
Salendo i tornanti che portavano a San Valentino ho visto (intravvisto a dire il vero, ma non per la velocità, quanto per il sudore che accecava gli occhi) la possibilità di deviare per Madonna della Neve. Se non ci saranno sorprese, sarà quella la prossima uscita. Bella anche la possibilità, poco prima di arrivare al "Bait del formai", di prendere a destra per la Polsa, con una strada che dovrebbe portare sino al corno della Paura. E anche quella potrebbe essere una delle prossime uscite.
Che spettacolo.
Giovedì abbiamo avuto la fortuna ed il privilegio di poter assistere alle qualifiche delle gare di Downhill ai mondiali in Val di Sole. Uno spettacolo indescrivibile. Scesi da sentieri dove gli spettatori fativavano a stare in piedi questi funamboli della bicicletta hanno disegnato delle traiettorie incredibili guidando con una tecnica ed un coraggio straordinari. Le foto in questi casi non rendono assolutamente l'idea delle reali difficoltà tecniche del tracciato. I filmati realizzati con la videocamera danno meglio la sensazione del reale spettacolo offerto. Cercherò di caricarne qualcuno.
lunedì 16 giugno 2008
San Valentino
La domenica piovosa non ha impedito il peregrinare in sella all'amata mtb. Inizialmente ho cercato di salire verso Brentonico lungo una strada che, cartina alla mano, doveva salire da Tierno e arrivare a Crosano. Ho abbandonato presto l'idea, non dopo aver spinto la bici per parecchio su sentieri improbabili per ritrovarmi comunque sulla provinciale che sale a Brentonico da Mori.
Alla fine ho desistito e sono salito su strada asfaltata fino a Festa. Di lì ho preso la strada che porta a San Giacomo. Parte proprio di fronte alla
mappa che si trova sulla destra appena arrivati a Festa. Non ci sono indicazioni nemmeno lungo la strada tranne una, proprio al bivio per San Giacomo. Sul bivio, sommerso dalle piante, c'è una tabella in legno della quale a prima vista non si legge nulla. Andando vicino però si intravvede la scritta "S.Giaco". Lì, prendere a sinistra e via. Niente paura, l'ultimo tratto occorre spingere. Di lì sono andato fino a San Valentino. Avrei voluto andare fino al Corno della Paura, ma a San Valentino non ne avevo veramente più. Per fortuna ha iniziato a piovere, così ho avuto la scusa per rientrare. Si era anche fatta l'una di pomeriggio e cominciavo ad avere fame. Ho anche pensato di assaltare il "Bait del Formai" di San Valentino, ma non avevo pane.
Alla fine ho desistito e sono salito su strada asfaltata fino a Festa. Di lì ho preso la strada che porta a San Giacomo. Parte proprio di fronte alla
mappa che si trova sulla destra appena arrivati a Festa. Non ci sono indicazioni nemmeno lungo la strada tranne una, proprio al bivio per San Giacomo. Sul bivio, sommerso dalle piante, c'è una tabella in legno della quale a prima vista non si legge nulla. Andando vicino però si intravvede la scritta "S.Giaco". Lì, prendere a sinistra e via. Niente paura, l'ultimo tratto occorre spingere. Di lì sono andato fino a San Valentino. Avrei voluto andare fino al Corno della Paura, ma a San Valentino non ne avevo veramente più. Per fortuna ha iniziato a piovere, così ho avuto la scusa per rientrare. Si era anche fatta l'una di pomeriggio e cominciavo ad avere fame. Ho anche pensato di assaltare il "Bait del Formai" di San Valentino, ma non avevo pane.
lunedì 2 giugno 2008
Spaventapasseri meccanico ad acqua
Il sondaggio ha visto prevalere, seppure di poco, gli ottimisti sugli scettici. Non ci resta che attendere trepidanti il momento di pubbilcare il filmato dello spaventapasseri in azione. A questo punto c'è anche una legittima curiosità da appagare.
roverbike3000
Dato che son qua vorrei fare una citazione per un sito particolarmente dettagliato e bello di cui però non vi è più traccia sulla rete. Curato da Andrea Bonalda, aveva dalla sua una varietà di percorsi ma anche una cura grafica che ad oggi non trovo in altri siti. E' rimasta la versione più vecchia, su geocities. Vedo che non sono l'unico che rimpiange il passato, c'è chi ha Occhio.
Val di Gresta e Monte Creino

Nell'ultimo periodo le condizioni meteo variabili hanno condizionato le uscite in bici. Solo nella settimana appena trascorsa è stato possibile godersi qualche buon giro, come quello sul Finonchio, domenica scorsa.
Un tracciato classico, salendo da Via Rialto, su fino a Moietto e di lì a Fontanefredde e poi su fino in cima, la strada è una sola. Sempre bello però. Non fosse altro perché quel giorno era decisamente molto fangoso.Diversa ma molto divertente l'uscita di ieri, con l'idea di esplorare i percorsi per mtb della Val di Gresta. Ce ne sono tre, anche se segnalati non così dettagliatamente. Ne è uscito un giro comunque ricco di sorprese. Partito da casa in ciclabile si arriva a Loppio, di lì si sale per la strada provinciale, con un taglio di vertiginosa pendenza abbandonando la provinciale per strada a destra al km 3 per riprenderla più a monte sotto il viadotto. In ogni caso si sale nel verde fino a passo Bordala. Lì, dopo l'albergo, è indicata una sterrata
sulla sinistra che dovrebbe portare a fare il giro del Monte Velo. In realtà, di certo sbagliando, chi come me si trovasse a scendere lasciando sulla destra la baita degli Alpini e abbandonando la strada asfaltata alla prima curva a sinistra per infilarsi nella ripida boscaglia, le sorprese non mancheranno. Intanto c'è un terreno (recintato ed elettrificato) di una malga da attraversare. Scavalcato il primo cancello (dopo aver provato inutilmente ad aprirlo) si prende subito a destra e si sale fino ad attraversare un torrente che scorre tra le toppe di erba fangosa. Si segue la strada fino ad un nuovo cancello. Anche qui è inutile perdere tempo a cercare di aprirlo. Anzi, se guardate bene, vedrete che è proprio finto. Buttate la bici al di là e, magari aiutandovi con un legno per evitare di prendere la scossa scavalcando, buttatevi di là anche voi. A quel punto giù per il single track, poi attraverso un prato e ancora avanti fino a sbucare a Santa Barbara. Dì lì, visto che il Monte Velo ormai era andato, ho scelto di prendere per il monte Creino. Dalla fontana di Santa Barbara si vede l'indicazione. Lì si segue la strada asfaltata che porta ad un bivio, a sinistra la strada indica il Monte Creino, a destra nulla. In realtà non fa differenza, ma questo l'ho scoperto dopo. Io ho scelto il nulla (nel senso che sono andato a destra) e scegliendo sempre la strada che mi teneva in quota mi sono trovato comunque in vetta. Magnifica la vista sul lago. Di lì si prosegue chiudendo l'anello. PS: la cartina è approssimativa, specie per il Monte Creino... occhio a non perdersi ;-)
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